Atto inconsulto di inversione dei sentimenti negativi verso un oggetto dettati dalla convinzione paranoide del male ricevuto o presunto tale che lambisce la motivazione all’allontanamento relazionale e aumenta le distanze emotive tra cose e persone che necessitano di un luogo di ristoro per ripristinare una partecipazione rinnovata. Giusto o sbagliato che sia vero o fantasticato il meccanismo che genera poi l’ausilio al perdono attraversa fasi come male colpa espiazione indulgenza risentimento scortesia irritabilità rabbia e vendetta che in linea retta individuano le reazioni di impulso rivendicativo al male subito o presunto tale dove i soggetti coinvolti sono legati da una comunione di intenti o di affettività o soltanto di convenienza. Qualunque sia la ragione che conduce l’individuo a manifestare azioni e pensieri negativi luciferini anche se non intenzionalmente rappresentati dalla volontà dall’autoreferenzialità dell’idea archetipica del male non trova trasformazione negli effetti generati seppur benefici che un atto malevolo può determinare l’ombra oscura qui la luce potrebbe consentire di sperimentare questo sentimento di nuova disponibilità a volte necessario per resettare un tema ormai esaurito o un passaggio obbligato per il compimento dell’opera infatti il miracolo di Giuda nella storiografia cristiana serve all’ombra per riflettere sull’dea del tradimento della fiducia ma completa nella sua dinamica un compito che altrimenti non sarebbe stato possibile che si realizzasse. Pertanto il perdono è un artificio della mente condito da un sentimento di benevolenza che necessità delle ragioni del cuore nella sua idea luminosa ma che obbedisce ad un ordito più profondo che permette così all’Anima di pacificarsi di fronte alle grandi illusioni o realizzazioni che la mente da sola non sarebbe in grado di sostenere. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cresta Help Chat
Invia tramite WhatsApp