Gratitudine
Percezione intuitiva o reale di un sentimento eteronimo di benevolenza e di effetti positivi sull’idea che ogni persona ha di se stessa e che intendono realizzare azioni o desideri che altrimenti resterebbero solo immagini della mente ma questa correlazione che si crea senza scopo di lucro apparente genera sentimenti contrastanti che affondano le convinzioni personali nella perdita dei confini personali della vostra identità a volte con convinzioni paranoidi sul reale motivo che spinge un individuo a produrre azioni favorevoli senza un apparente scambio.
A volte la consapevolezza dell’avvenuto ricavo di conseguenze favorevoli non è frutto di immediatezza ma di una lunga e a volte dolorosa affermazione di una volontà di ammettere la propria incapacità a
raggiungere obiettivi sogni realizzazioni impossibili da raggiungere per evidenze personali affettivo-emotive sociali economiche relazionali Inconsciamente anche nell’animo profondo di un genitore si manifesta a più riprese il bisogno narcisistico di sostenere manifestare il proprio sentimento di benevolenza al fine di aver corrisposto con la stessa intensità e dipendenza quello che si è altrimenti prodotto che fa comprendere che un sentimento puro naturale non può esistere e spesso si richiama il tema della gratitudine per evidenziare un’assenza o una insufficiente risposta del beneficiario alle proprie indiscutibili attenzioni e redditività di intenti. Pertanto la vera gratitudine è un sentimento ipocrita di ringraziamento dovuto verso che ha speso tempo risorse energie per raggiungere attraverso l’altro obiettivi e compiti che altrimenti non avrebbe potuto realizzare nel tentativo di generare un legame di riconoscenza che permetta a ciò che si è raggiunto il mantenimento di uno status quo attraverso la continuazione dell’altro per raggiungere un tema di eternità in assenza del quale concluderebbe inevitabilmente la storia personale del presunto benefattore.