IL POTERE

Un fenomeno immaginario che orienta e gestisce le nostre azioni quotidiane mirate al raggiungimento di una soddisfazione personale e universale. Le forme autorizzate insite nel nostro patrimonio esistenziale richiedono un eros ed una partecipazione emotiva e di patos ben oltre la particolare attività dedicata dall’umano sentire alla finalità dell’accoppiamento e del desiderio fisico. Ammantate da nascosti desideri di potere sono le sue manifestazioni delle quali a volte proviamo vergogna o timore per la paura di perdere il controllo delle nostre azioni morali ed etiche di comportamenti rispettosi dell’altro. Ma non si può esercitare il potere senza dominare senza rappresentare una forza convincente su temi di impatto con le funzioni psichiche fondamentali. Il guadagno, il sesso, la posizione sociale, la reputazione, l’autorità/autorevolezza, il prestigio, il carisma, in una parola sola il successo che è l’espressione consapevole della capacità di fare e di fare bene.
Il potere sta in alto come gli dei dell’Olimpo orienta e determina le connessioni psichiche attraverso i sistemi di attuazione di controllo efficienza ed efficacia per realizzare il suo modello di intervento sulla natura umana. L’archetipo quindi origine e destino del sapere divino che attraverso i simboli portanti e viventi manifesta la sua forza e potenza nel narcisismo generativo dell’evoluzione per mantenere in vita una genia carica di errori e passioni spesso inutili.
Il controllo opera indiscriminatamente per bloccare creare ostacoli impedire la fluenza dell’operare e dell’agire istintuale finalizzato al raggiungimento del piacere. Spesso si conferisce al potere un effetto opposto dell’amore come se la correlazione avesse tratti di incompatibilità incapacità di sottendere al pensiero amoroso la supremazia di un desiderio dal sapore di una violenza dettata dalla ragione più cinica e non governata dalle mollezze di neuroni eccitabili da pulsioni elementari. Ma potere e amore come un giano bifronte immergono il loro sapere nella stessa materia informe da plasmare per nuovi orizzonti di prospettiva. E allora amore e potere si completano, necessarie evidenze per la loro realizzazione entropie universali di atomi in cerca di una fusione di costellazioni mediatiche su pianeti lontanissimi ma che risentono dell’attrazione mitica dei loro archetipi. Una nuova creatura prende forma non legata a concetti obsoleti della storia antica e da ricordi di generazioni passate, di millennium conclusi per ritrovare in queste inseminazioni della memoria le vestigia di un nuovo mondo dove tutto deve ricrearsi come forma formante significato significante affinché l’uno divenga due e due divengano tre e per mezzo del terzo il quarto compia l’unità in un solve coagula senza tempo.

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