La sanità a Bronte e dintorni: tra luci e ombre
In relazione a un tema così importante ma allo stesso tempo inflazionato da una miriade di interventi della Politica, di Comitati, di cittadini tutti tesi a denunciare malfunzionamenti e carenze del nostro Ospedale e della offerta sanitaria del comprensorio di Bronte, la nostra Redazione vuole fare il punto sulla reale attività di quella che è l’offerta sanitaria nel comune di Bronte e nei comuni del comprensorio, a partire dall’Ospedale che rappresenta , volenti o nolenti, il primo punto di assistenza per qualsiasi cittadino che sta male e cerca una risposta sanitaria a un bisogno di salute.
Le criticità dell’ospedale di Bronte sono tante, sia dal punto di vista infrastrutturale che d’organico. Nonostante tutto, il personale sanitario lavora incessantemente tutti i giorni per garantire al territorio un’assistenza impeccabile, coprendo un bacino d’utenza di oltre 50 mila persone. Proprio per sgombrare il campo dalla consuetudine di segnalare solo le cose che non funzionano, oggi vogliamo iniziare tale disamina evidenziando anche quelle cose che, nonostante tutto, rappresentano un esempio di buona sanità seppure in un contesto di luci e ombre.
Appurata la chiusura di reparti importanti, il Presidio Ospedaliero di Bronte vanta, al tempo stesso, una grande attività e performance alte del reparto di Chirurgia che continua ad assicurare la propria attività rispondendo alle richieste di salute dell’utenza, sia da Bronte che dai paesi vicini. Un reparto guidato dal dottor Caramma e dalla sua equipe, l’attività viene svolta regolarmente e garantisce sia gli interventi programmati che le urgenze, grazie anche alla collaborazione del P.S, con i servizi di Radiologia e Cardiologia e con l’unità operativa di Anestesia.
L’enorme attività e funzionalità del reparto è testimoniata dai numeri di interventi realizzati tra gennaio 2020 e dicembre 2022 (a cavallo della pandemia e dunque al netto della riduzione dell’attività ospedaliera in generale). L’UOSD di Chirurgia ha eseguito 1.335 interventi in regime ordinario, day surgery e day service, 486 interventi in regime ambulatoriale per un totale di 1.821, prestazioni d’alto livello e di massima importanza per il territorio.
“Sono disposto – afferma Caramma ai nostri microfoni – a incontrare i medici di base di Bronte, per dire loro che il nostro reparto funziona, è operativo”. Sottolineando anche il fatto che la Struttura Ospedaliera di Bronte rappresenta il primo riferimento per i paesi periferici adiacenti, è l’Ospedale in cui si rivolgono i residenti di alcuni paesi del messinese – continua Caramma – permettendo all’ASP di Catania di ricevere credito per la mobilità attiva interaziendale dei pazienti.
La Chirurgia, dunque, insieme agli altri reparti funzionanti dell’Ospedale è la dimostrazione dell’enorme importanza di questo polo ospedaliero, che continua a dare risposte importanti, anche grazie all’incessante lavoro di tutti medici che vi lavorano, guidati dal primario, il dottor Caramma: “Da parte mia c’è l’assoluta volontà e disponibilità di operare chiunque ne abbia bisogno, sono disposto a visitare pazienti e offrire loro la massima competenza e professionalità, la Chirurgia funziona”.
Ovviamente non è il solo reparto che dà servizi adeguati alla domanda di salute dei cittadini e nelle prossime riflessioni continueremo a offrire uno spaccato delle varie specialità e dei servizi sanitari che sia l’Ospedale che il Distretto si impegnano a fornire in un contesto di difficoltà oggettive che non possono passare inosservate.
Riteniamo così di poter fornire ai Cittadini degli spunti di riflessione che partono dai dati, dal numero di prestazioni offerte, dal numero di personale presente e, soprattutto, mancante e dal risultato che si può raggiungere se veramente si vuole mantenere una offerta sanitaria efficace per le necessità dei cittadini ed evitare loro di doversi spostare in altre strutture per poter essere curati nel posto più vicino a quello di residenza.
Se riusciremo a prendere coscienza della importanza di quanto sopra espresso, non abbiamo fatto altro che ribadire un concetto fondamentale della nostra organizzazione sanitaria: il principio di equità e di accessibilità ai servizi sanitari che è sancito dalla nostra Costituzione e dalle nostre leggi sanitarie.