Nello sviluppo emotivo accade che un elemento un episodio considerato soggettivamente come un meccanismo di abreazione o una fantasia inconscia traumatica rappresenti un blocco della evoluzione affettiva della persona a seconda del periodo in cui questo avviene sia in  fase puberale che in fase adolescenziale e in fase infantile questa condizione rappresenta nella vita adulta  affettiva della persona stessa l’elemento da cui ricominciare quando questo aspetto si manifesta nella prima fase della vita 0/6 anni nell’età dell’infanzia l’elemento allucinatorio  e quindi illusorio successivo a questa condizione traumatica sviluppa nell’adulto la dimensione depressiva dell’aspetto affettivo come  tale la disillusione con la ricerca di proiezioni affettive di partner che debbano  rappresentare proprio questo tipo di condizione la ricerca di una delusione che faccia permanere ancora  in vita quella fase affettiva e non permetta quindi la trasformazione.

Nel periodo puberale questa dimensione quando viene espressa nei termini del cambiamento della stabilizzazione umorale sul piano dell’identità della persona è la base dell’espressione di ciò che sono gli aspetti bipolari della personalità in cui la parte depressiva e la parte ipomaniacale si rappresentano all’interno però di una componente scissa delle due definizioni stesse cioè la parte depressiva e la parte ipomaniacale non vengono percepite allo stesso modo ma vengono interagite da una razionalità ossessiva che in qualche modo cerca di compensare il disagio di vivere la difficoltà emotiva della relazione affettiva adulta terzo aspetto è la parte traumatica che avviene durante il periodo adolescenziale anche li un’espressione positiva o di quella condizione impedisce il passaggio e la trasformazione ad una vita adulta concreta in cui gli elementi del puer e del senex devono mischiarsi e così il puer insito in questa modalità relazionale aspetta una integrazione o un magnetismo  con un senex infarcito di puer colui che ha elementi psichici ed elementi somatici che avvicinano ad un idea di una condizione puberale che ci si è lasciati alle spalle però questa condizione di inguaribilità ma non di incurabilità impedisce una vita affettiva adulta sana e produttiva con gli aspetti necessari per una buona integrazione tutti gli elementi che si frappongono attraverso l’uso della proiezione affinchè questo si realizzi vengono proiettati nella figura del partner che diventa o l’orco o la strega  a seconda degli elementi maschili e femminili, o il violento o l’inaffidabile colui/colei che comunque debba rappresentare il fallimento di questa possibilità adulta per mantenere in vita ciò che l’infanzia deve tenere ciò che è il costrutto mentale dell’individuo questo sta alla base di tutte le relazioni fallimentari all’interno dello sviluppo emotivo di questo tipo e che comunque non hanno altro che questo destino qualora si mantengano quegli elementi di amore adolescenziale e infantile che devono essere mascherati nella relazione proprio nella loro

Ciclicità continuano a rappresentare l’unica possibilità per cui una relazione possa rimanere tale seppure non con le caratteristiche tipiche nei casi in cui un elemento traumatico interviene in una delle fasi sopradescritte ci fa pensare come la vita relazionale adulta di questi soggetti è impraticabile in quanto è costellata da continui fallimenti per un inconscio riferimento a un ritorno e ad una regressione  al trauma vissuto.

Nelle fasi precedenti il problema traumatico può rappresentarsi  un elemento estraneo regolatore un sapiente un uomo o una donna particolarmente capaci di cogliere tutti questi aspetti e  queste sfumature, interpreti questa condizione nel modo più soggettivo possibile facendo riferimento a questa descrittività delle varie fasi  questo presuppone una collaborazione di intenti con questo disagio infantile-adolescenziale nel mondo adulto continua a manifestare tutti quegli elementi di apparente entusiasmo portati dal puer ma che non hanno nessuna valenza concreta per il senex . La soluzione archetipica è quella di trovare all’interno del profilo psicologico dell’individuo quella certezza che è l’espressione più importante più alta la condizione primigenia come elemento di riferimento di possibilità di resilienza della relazione per tutto il resto diventa un aspetto di distruzione massiva della modalità relazionale che prima o poi si esaurisce senza nessuna possibilità di recupero né di soluzione alternativa

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