L’aspirazione più ricercata e temuta delle umane relazioni dove poter trovare un luogo sicuro a manifestare le proprie condizioni di confidenza vissuta o immaginata difficilmente esperibili palesemente visibili ad altri che non sono implicati in un contesto di intima condivisione. Elemento propedeutico alla realizzazione di un vissuto discrezionale così profondo e coinvolgente è la conseguenza spesso di un atto sessuale che rappresenta il veicolo succedaneo di espressione della certezza del sentire condiviso che si può ottenere soltanto come risultato di una particolare ed emotiva intesa finalizzata al raggiungimento dell’intimità premiante. Il processo inconscio sta nell’idea di non sentire l’impulso primordiale al congiungimento e all’appagamento del desiderio come motore della vita sessuale dominante imperioso necessario all’ eventuale mantenimento della specie ma come strumento manipolatore e surrogato di un grado di difesa e custodia dalla curiosità e dalla invadenza altrui a segreti piccole grandi vergogne da poter vivere solo con discrezione e selezione naturale.

Poter dire o fare tutto quello che passa per la mente e il corpo è il comandamento dell’intimità atemporale ma fortemente istruita sulle ipotesi di opportunità e fiducia altamente rappresentate da performance paradisiache o di grande appagamento dei sensi figli di sensazioni di bellezza e gradevolezza che suggeriscono agli interpreti la certezza di poter donare al temenos creato tutto il proprio non detto che necessita di un contenitore in grado di sostenere il peso di un’emozione impossibile manifestare in un altrove. 

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