Comportamento reiterato e corrispondente che permane nel mantenimento di ideali interpretati senza nessuna costrizione fisica mentale o morale assunto al fine di raggiungere uno scopo elevato o soltanto contrattuale così come l’essere fedele sempre nella promessa alla vita coniugale non è legato come interpretato alla componente fisica ed emotiva ma alla gioia al dolore alla salute o alla malattia e quindi alla presenza costante nel bisogno e nel conforto durante i periodi più difficili o gioiosi della vita ma tale condizione presuppone il riconoscimento di valori propri della psicologia maschile che mantiene in vita azioni e comportamenti che richiamano altri aspetti della morale personale e universale come lealtà appartenenza rispetto abnegazione e tacita identità verso obiettivi dichiarati o sfide per trasformare la libertà in grazia. In altro modo la fedeltà erroneamente considerata come una sottomissione ad una entità o persona di rango superiore è la dimostrazione di uno scambio e di una gratitudine legata ai bisogni del singolo o alla consapevolezza della necessità così come il cane è fedele al suo padrone non per sudditanza ma per la consapevolezza di non poter sempre procurarsi il cibo necessario alla sua assistenza. Pertanto appare utile rivedere concetti e azioni legate ad un tema che un tempo prevedeva anche risarcimenti o punizioni capitali alla sua indiscriminata inosservanza e che nell’era postmoderna rappresenta una icona sbiadita nel tentativo trasformativo di una società alla ricerca di nuovi valori da condividere per una umanità alla ricerca di un Deus absconditus.

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