Le due verità
Verità dell’io: L’io è una composizione multiforme di fatti oggettivi e concreti
che determinano nell’ emisfero sinistro del nostro cervello un’ attenzione
particolare ai dettagli e alle sue conseguenze il contorno di tutto questo sta
nell’immagine mediante la quale una persona un osservatore di un opera
d’arte può dire adesso io mi occupo della cornice e tu del quadro e quindi la
verità dell’io è la cornice e ciò che noi mettiamo a compimento di qualcosa
che deve definire rimettere aggiustare completare ordinare rendere in
qualche modo unico adatto che imprigioni e quindi metta la verità del
quadro in un contesto dandogli quella forma e quindi allontanandoci dal suo
contenuto ecco ciò che accade nel racconto più o meno ordinato della verità
dei fatti dell’espressione coerente logica consequenziale del nostro essere
razionale ed è questo che mette a repentaglio il nostro equilibrio la nostra
caduta in quegli aspetti della profondità dell’anima dentro i quali nessuna
persona riesce a nuotare con molta dimestichezza e quindi con una certa
spontaneità questo è il motivo per cui la verità dei fatti si assurge in tutti gli
aspetti del vivere civile come l’elemento cardine della nostra storia come se
la legge le regole gli ordinamenti le giornate i fatti della concretezza la
consequenzialità rappresentasse l’elemento prioritario di ogni modo di
essere e quindi portatore secondo i più miserabili assertori della verità di un
contenuto che non può e non deve essere assolutamente messo in
discussione.
Verità dell’Anima: L’anima non ha una verità ma certezza il certum viene
prima del verum diceva Vico e l’anima non necessità di acquisire il premio
dalla ragione delle sue intuizioni frutto di secoli di intensa attività ma non è
la fede che la governa è la conoscenza dei fattori predittivi della sua essenza
il cardine di una esistenza all’ombra del sapere luoghi senza tempo atopon
che non cercano conferme senza i quali troveremmo solo deserti di
solitudine senza compagnia discreta densa senza soste incapace di
tradimenti estetici di sostituzioni impensabili sull’orlo del burrone delle
possibilità alterando le umane sorti in attesa della rivelazione.