LA SALUTE NEL TERZO MILLENNIOSalute Planetaria

Quanti di noi hanno sentito parlare di Salute Planetaria o di “One Health”……. eppure è una definizione che prenderà sempre più piede non solo per chi si occupa di organizzazione sanitaria, ma sarà sempre più presente nella nostra vita in considerazione del fatto che la Pandemia da  SARS-COV2 – Covid-19 – ha stravolto la nostra percezione del concetto di salute.

Ricordiamo solo per comodità la definizione di salute sancita nel XX secolo dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità):

«Uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia».

In essa il concetto di salute è stato collegato al benessere del fisico, alla condizione mentale e al benessere sociale.

Parecchi sono stati tentativi di arricchire e aggiornare tale definizione anche nei primi anni del terzo millennio, poi la Pandemia SARS-COV2 – Covid-19 ci ha fatto riflettere come queste condizioni, da sole, non sono sufficienti per potere godere della salute e che per poter parlare di salute bisogna considerare anche  la salute degli animali e la salute dell’ambiente in cui viviamo. Con queste integrazioni si è passati al concetto di salute intesa come “One Health” o Salute Planetaria e il PNP (Piano Nazionale di Prevenzione del nostro Ministero della Salute) 2020-2025, rafforza la definizione con una visione che considera

la salute come risultato di uno sviluppo armonico e sostenibile dell’essere umano, della natura e dell’ambiente (One Health)

che, riconoscendo che la salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi sono interconnesse, promuove l’applicazione di un approccio multidisciplinare, intersettoriale e coordinato per affrontare i rischi potenziali o già esistenti che hanno origine dall’interfaccia tra ambiente, animali ed ecosistemi. L’approccio One Health consente di affrontare la questione trasversale della biodiversità e della salute umana, così come il contrasto efficace all’antimicrobico-resistenza, problema crescente di dimensioni globali, o come il contrasto all’emergenza di epidemie e pandemie che trovano origine nelle manomissioni e degrado degli ecosistemi con conseguenti trasferimenti di patogeni  – SPILLOVER o salto di specie (spillover è la fuoriuscita di un virus da una specie “serbatoio”, in cui esso abitualmente circola, verso una nuova specie “ospite” in cui esso può morire oppure adattarsi fino a innescare epidemie. Esempi sono il coronavirus SARS-CoV-2, i virus Ebola e HIV, come anche il morbillo o l’influenza stagionale.) dalla fauna selvatica a quella domestica, con successiva trasmissione all’uomo.

La drammatica recente esperienza della pandemia da SARS-COV 2 ha rimarcato come uomo, animali e ambiente siano fortemente connessi in una relazione di interdipendenza e ha reso consapevoli che potrebbero presentarsi nuove emergenze per la diffusione di altri microorganismi patogeni a causa di modifiche e trasformazioni globali degli ecosistemi, anche conseguenti ad attività umane irrispettose dell’ambiente (deforestazione, allevamenti intensivi, ecc.).

L’epidemia ha aumentato la consapevolezza che le risorse del pianeta, sia naturali sia di beni materiali, non sono illimitate e che è necessario abituarsi a ragionare in termini di risparmio e di uno stile di vita diverso, più misurato e solidale.

Inoltre ha portato alla luce le già note implicazioni dell’equità sulla salute, dal momento che le fasce deboli della popolazione (anziani, malati cronici, ecc.), le quali non sono equamente distribuite rispetto a fattori sociali, geografici, ecc., sono risultate essere quelle maggiormente colpite dal virus più e suscettibili alle sue conseguenze sfavorevoli.

L’approccio One Health mira a ricomprendere in una strategia comune

sanità umana e animale,

contrasto del cambiamento climatico e

difesa della biodiversità del pianeta,

secondo una logica in cui la prevenzione rappresenta l’elemento centrale per salvaguardare in ogni comunità, dal livello locale fino al livello mondiale, “beni comuni” come la salute, l’ambiente e la biodiversità.

Per riflettere concretamente su quanto ogni componente della Planetary Health impatta sulla salute  ci può aiutare questa immagine

(Framework proposto dal National Center for Environmental Health)

In essa vediamo come l’aumento delle temperature del Pianeta, le estreme condizioni climatiche, l’aumento delle precipitazioni e del livello dei mari, l’aumento della CO2 hanno ricadute evidenti sull’intero ecosistema e sulla salute dell’uomo:

  1. Il cambiamento climatico è correlato a un aumento nella frequenza e nell’intensità delle calamità naturali (uragani, tornado, alluvioni, incendi, siccità, inondazioni). Mentre tutte causano un aumento nell’incidenza della mortalità precoce, malattie mentali e infettive:
  2. Precipitazioni eccessive sono correlate a un aumento di focolai di malattie trasmesse da microrganismi presenti nell’acqua. Inoltre, l’entrata di acqua negli edifici concorre allo sviluppo di muffa, che si traduce in problemi respiratori acuti e cronici
  3. Condizioni di siccità sono precursori nella generazione di incendi nelle aree boschive: l’esposizione alle sostanze dannose contenute nel fumo causa un aumento delle ospedalizzazioni per malattie respiratorie e cardiovascolari.
  4. Il cambiamento climatico contribuisce ad aumentare il livello di particolato e ozono nell’aria, soprattutto nelle aree urbane. Un’esposizione prolungata a livelli alti di inquinanti atmosferici aumenta l’incidenza di malattie cardiovascolari e respiratorie, oltre che la mortalità precoce
  5. La produzione e la qualità del cibo coltivato, come anche il prezzo e la sua distribuzione, verranno influenzati negativamente dal cambiamento climatico, con una serie di reazioni a catena che andranno da una perdita di micronutrienti, a un maggior uso di erbicidi e pesticidi, a un’esposizione maggiore dei contadini a queste sostanze tossiche, a un cambio della dieta nella popolazione, che andrà alla ricerca di alimenti più energetici.
  6. L’aumento della temperatura e della frequenza delle ondate di calore può aggravare il decorso di malattie respiratorie, cardiovascolari, renali e metaboliche e aumentare l’incidenza di melanomi e della mortalità precoce. 
  7. La variabilità climatica giornaliera, stagionale o annuale, può sfociare nell’adattamento o espansione dell’habitat degli insetti che fungono da vettori per malattie come la malaria, l’encefalite e la malattia di Lyme, causando quindi un maggior numero di infezioni. 
  8. Nei Paesi in cui le temperature sono già elevate, un ulteriore aumento della temperatura dell’acqua è correlato a un incremento nello sviluppo di alghe pericolose per la salute e a una maggiore possibilità di incorrere in malattie trasmissibili attraverso l’ingestione di acqua contaminata.

               Quanto sopra ci fa riflettere e, spero convincere, che la Salute dell’uomo dipende non solo dal nostro benessere, fisico psichico e sociale, ma dall’equilibrio che tutti noi dobbiamo contribuire a mantenere  fra uomo, animali e ambiente e per questo d’ora in avanti parleremo con cognizione di causa di “One Health e Planetary Health”.

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