Sentimento di protezione nei confronti di persone o animali verso i quali si riconosce una condizione di debolezza o di partecipazione affettiva derivante da uno stato di precaria o evidente incapacità o smarrimento circostante o nei confronti di azioni conseguenti da realizzare che sono sostenute da empatia fiducia e commozione versus difficoltà o moti dell’animo che turbano l’emotiva presenza attraverso la propria partecipazione alle sorti o al destino dell’essere indifeso o inerme.

Pertanto appare conseguente interpretare con atti e/o parole che determinano questa commozione come il contatto fisico le carezze o azioni protettive che generino fiducia e reciproca emozione empatica strutturando un percorso-linea di comportamento fortemente orientato al raggiungimento di una serena e tranquillizante rassicurazione e pacificazione del turbamento emotivo attivato.

Appare indispensabile la connessione con un sentimento affettivo che presenta una condizione di minorazione fisica o psichica che attrae fortemente chi sente di provare una reazione verso piccoli disabili amorevoli creature che nel nostro immaginario necessitano di una protezione o di vicinanza in ambito psicologico elemento regressivo di ritorno alla componente infantile in cui il bambino oggi adulto non ha potuto sperimentare esperienze di questo valore emotivo o di attenzioni al proprio vissuto che mantengono inalterato il bisogno nell’attesa di una restituzione che immancabilmente non riuscirà a soddisfare o a sanare tutto quello che nella nostra coscienza arcaica non è avvenuto e che non basterà mai a curare definitivamente quelle ferite che possono soltanto essere accettate al fine di consentire una vita dignitosa che comporta sempre una inevitabile tenerezza

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