Sviluppo
La nostra mente e la nostra psiche hanno una loro vita spesso non coincidente con il nostro corpo ma la governano pertanto non si può prescindere dal fatto che la vita sia psicologica.
Una vita psicologica presuppone e include una cultura psicologica ciò che accade all’interno del nostro percorso esistenziale non può e non deve essere influenzato soltanto dagli impulsi istantanei e la possibilità di decidere di agire improvvisamente su azioni o impulsi momentanei o sentimenti di intolleranza e di insofferenza o improvvisa alterazione dell’umore risente della storia familiare e del modo di intendere la vita quando si è cresciuti in ambienti agiati e non inclini alla fatica fisica e/o mentale. Queste funzioni sono aspetti antipsicologici quasi terroristici per la nostra mente. La nostra psiche ha i suoi tempi, ha bisogno di maturare, macerare quando non si trova nella fase spontanea dell’istinto che è quella fase che non ha previsto nessun tipo di comprensione degli eventi accaduti ma non per questo vissuti senza una coscienza morale. Questa è una legge della psiche altre non ce ne sono il nostro inconscio quando non è educato può diventare un elemento di grande istintualità oppure il nostro migliore alleato.
Infatti riuscire in questo intento è un’opera certamente non facile, presuppone un lavoro psicologico, la consapevolezza, il contenimento l’ascolto; si capisce bene quando qualsiasi atto inconsulto spinto da un elemento inconscio piuttosto che da un cambiamento improvviso dello stato mentale o da una condizione non maturata rappresenta un fallimento psicologico perché la nostra mente ci fornirà le conseguenze negative. Pertanto se vivere di impulso e di istinto è tipico dell’adolescenza, l’uomo maturo aspetta e cerca il suo tempo e chiede a se stesso come persona cosa è meglio e cosa è peggio ma dopo un lungo faticoso processo anche di rinuncia e di crescita che presuppone che la nostra scelta diventi la scelta psicologica.
Pertanto non emergendo evidenti aspetti psicopatologici concernenti una incapacità a gestire senza eccessi negativi la vita residua di una persona anziana ben si comprende come la dolcezza della sera mitighi gli eccessi del giorno e ammorbidisca i tratti della personalità che spinta alla lotta e allo sviluppo dell’Io è stata costretta a ricorrere alle sue istanze più primitive mancando di quella educazione alle dinamiche dell’inconscio che determinano alterazioni comportamentali e relazionali che nel periodo dello sviluppo come uno spartito non tradotto nei suoi elementi misteriosi ha prodotto una musica stonata e non armoniosa che si chiama personalità