Rispetto
Sentimento che considera la responsabilità morale nei confronti di un individuo o di una istituzione considerando i limiti e l’appropriatezza del proprio dire o sentire in coerenza tra ciò che sono che dico e che faccio manifestando comprensione per i propri e altrui confini in sintonia con una percezione che misura la propria capacità assertiva e l’empatia nei confronti del soggetto/oggetto che necessita del nostro rispetto. Caratteristica idonea al raggiungimento di evidenza su tale valore è la conoscenza delle norme e delle leggi che regolano i rapporti tra persone e ambiente che devono essere integrate in un’ottica di mantenimento dello status quo sacrificando le proprie legittime ma contrarie aspirazioni che in contrasto con dei valori assunti e radicati nel gruppo sociale di appartenenza presuppongono un’ attitudine dell’individuo a far radicare convinzioni ordini morali e religiosi al fine di mantenere un ordine costituito e la sopravvivenza storica e temporale di tradizioni costumi modi espressivi all’interno di una percorso che se continuativo rappresenta il risultato di una permanenza reale ma sostanziale di idee azioni comportamenti che assumono un significato sempre più importante e condiviso. Psicologicamente i contenuti dell’inconscio proprio perché non dimostrabili né evidenti rappresentano una prova provata del rispetto verso una sapienzialità che ha origini antiche e ormai diffuse che ha superato guerre ostracismi svalutazioni diffidenze tecnologia e tante generazioni che hanno permesso a questa attività della psiche non cosciente di meritare e mantenere il rispetto della conoscenza e delle conseguenze raggiunte in una sorta di divinazione che mantiene la circolarità della mente all’interno di contenuti che hanno superato la linea di confine del tempo cronologico e del tempo vissuto.