Eros e pathos
Lì dove c’è Eros c’è Pathos non Tanatos perché l’amore il desiderio l’ impulso qualunque manifestazione emotiva orientata verso un oggetto o un soggetto determina simbolicamente la contemporanea attivazione di una componente di sofferenza di pathos non solo nella coppia o nel gruppo o nell’dea di chi vive questa dimensione dell’eros ma anche di chi ha subìto o non ne è partecipe la condizione primigenia di questa situazione di complessualità affettiva è determinata da questo risvolto di una sorta di idioma personalistico ma anche evolutivo della nostra tendenza a dover raggiungere un oggetto di desiderio più o meno voluto più o meno ricercato viene fuori quindi il significato etico di questa esperienza perché la domanda che ci si pone è se il raggiungimento di un oggetto o il raggiungimento di un impulso personale soggettivo può e deve corrispondere all’annullamento o alla sofferenza di altri all’interno di questa condizione è chiaro che la vita o l’archetipo corrispondente fa sì che la condizione di cui stiamo parlando è insita nella natura o nel racconto mitico del Dio corrispondente con le sue naturali conseguenze e allora dal punto di vista della mitopoiesi come è possibile in che modo si può contrastare l’esperienza di un Dio sperimentata all’interno della sua relazione della sua condizione del suo dilemma della sua biografia del suo descrittivismo rispetto a quelle condizioni che contrastano il raggiungimento di questo compito simbolico e anche mitologico a questo credo che si può rispondere soltanto con una modalità molto umana semplicemente umana nel momento in cui la percezione di questa sofferenza fa sorgere nell’individuo una certa considerazione e sensibilità dell’altro che gli impedisce di portare a termine ciò che si è prefissato il Dio in questo caso viene fuori la complessità umana e il dio si perde all’ interno delle eventuali declinazioni e o diramazioni dell’essere umano ma allora la libertà di essere se stessi diventa un orpello psicologico un momento di autorealizzazione nel tentativo fallace di riprodursi nell’angolo di osservazione dell’esperienza divina. Il percorso di divinazione include le tappe della conoscenza dell’essere umani troppo umani decisione di appartenenza ad una genia di inutili conseguenze ma pieni di essenza di vera e autentica rappresentazione di presenza in un mondo che aspetta il sacrificio di chi non può vuole riuscire ad attraversare lo Stige delle relazioni personalistiche per risolvere tutti gli ismi che ci seducono con le loro implicazioni e i desideri dell’Eros orientati ad un Pathos che dà la vita ma che conduce inevitabilmente alla morte