Mi vaccino……..non mi vaccino……….,
mi vaccino……..non mi vaccino……….,

Tranquilli…….. non voglio parlarVi della vaccinazione anti Covid-19 perché non voglio scatenare i leoni di tastiera che poi vanno a favore o contro a prescindere e, spesso, si lasciano andare ad attacchi alla persona, assolutamente fuori luogo e con una violenza quasi sempre gratuita.
Vorrei invece tornare ai tempi d’oro della Sanità Pubblica, quando le vaccinazioni rappresentavano un parametro di riferimento per classificare la bontà di un sistema sanitario che riusciva a ridurre la mortalità infantile e ad assicurare una migliore qualità di vita e anche più lunga.
Innanzitutto proviamo a definire ciò di cui stiamo parlando con riferimento alle norme che, in epoca pre-Covid-19, il nostro Sistema Sanitario Nazionale aveva emanato per ottenere i risultati di salute prima evidenziati.
Decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”
Alla luce della pubblicazione del Decreto-Legge 7 giugno 2017 numero 73 recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”, diventano obbligatorie le vaccinazioni per la frequenza scolastica di bambini e ragazzi di età compresa fra 0 e 16 anni a seconda della coorte di nascita, per proteggere dalle seguenti malattie: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, parotite, rosolia e varicella.
La mancata somministrazione dei vaccini obbligatori preclude l’iscrizione agli asili nido e alle scuole materne. Per il mancato rispetto dell’obbligo da parte di bambini e ragazzi più grandi, invece, è prevista una multa da 100 a 500 euro. È decaduta la proposta al Decreto che prevedeva la sospensione della patria potestà per i genitori che non vaccinano i figli, ma si prevede una convocazione presso l’Asl di competenza per sollecitarne l’esecuzione. Sono esonerati dall’obbligo i bambini e i ragazzi già immunizzati a seguito di malattia naturale, e i bambini che presentano specifiche condizioni cliniche che rappresentano una controindicazione permanente e/o temporanea alle vaccinazioni.
Per l’immunizzazione contro le malattie per cui esiste l’obbligo della vaccinazione sono disponibili vaccini monocomponenti e combinati. Tra questi ultimi sono compresi: il vaccino esavalente, per proteggere da difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B ed Haemophilus influenzae tipo b; il vaccino difterite-tetano-pertosse DTP (formulazioni per bambini e adulti); il vaccino tetravalente difterite-tetano-pertosse-polio (formulazioni per bambini e adulti); i vaccini MPR (morbillo-parotite-rosolia) e MPR-V (morbillo-parotite-rosolia-varicella).
I vaccini combinati consentono di vaccinare con un’unica iniezione il bambino contro più malattie, in maniera sicura ed efficace, e quindi di ridurre il numero di iniezioni e il disagio causato ai bambini. Permettono inoltre di evitare di dovere fissare diversi appuntamenti ravvicinati che potrebbero provocare ritardi nella vaccinazione. Per alcune malattie non esiste un vaccino monocomponente, pertanto in alcuni casi sarà necessario utilizzare vaccini combinati che contengono anche gli antigeni di una malattia per cui si è già immuni. È importante sottolineare che l’aver già contratto una delle malattie per cui il vaccino combinato è disponibile (ad esempio l’MPR se si è già contratta la rosolia o l’esavalente se si è già contratta la pertosse) non rappresenta un rischio o una controindicazione all’uso del vaccino stesso.
Oltre ai dieci vaccini obbligatori, se ne aggiungono quattro non obbligatori, la cui offerta è attiva e gratuita: anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-pneumococcica e anti-rotavirus. Nel caso di mancata somministrazione di questi vaccini, non sono previste sanzioni.

L’analisi dei dati di copertura vaccinale nel nostro Paese mostra che, dal 2013, si è osservato un calo progressivo del ricorso a tutti i vaccini, incluso il DTP, con coperture inferiori al 95%, la soglia minima raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità, affinché in una determinata popolazione si proteggano le persone dal contrarre alcune malattie e si interrompa la circolazione dei patogeni, con conseguente protezione dei soggetti che presentano controindicazioni alle vaccinazioni, o su cui la vaccinazione non è efficace.
Infine è bene ricordare che l’obbligo vaccinale è una misura nata circa cinquant’anni fa per contrastare il dilagare di malattie che causavano migliaia di morti infantili. L’attuale differenza tra vaccini obbligatori e raccomandati è legata solamente alla mancanza di un aggiornamento della parte legislativa in questa materia e non all’importanza, efficacia o sicurezza delle vaccinazioni.

VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE

Il 6 luglio 2022 il Ministero della Salute ha emanato la Circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2022-2023”, elaborata in accordo con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
La Circolare raccomanda inoltre la vaccinazione antinfluenzale nella fascia di età 6 mesi-6 anni, agli anziani nella fascia d’età 60-64 anni a cui può essere offerta gratuitamente; per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie; per gli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungodegenza.
3/11/2022 – Stagione influenzale 2022-2023: il Protocollo operativo InfluNet e RespiVirNet
Lunedì 17 ottobre scorso ha preso il via la raccolta delle segnalazioni dei casi di sindrome simil influenzale (ILI) che finirà domenica 30 aprile 2023, salvo ulteriori comunicazioni legate alla situazione epidemiologica nazionale. Il sistema di sorveglianza InfluNet è garantito da una rete di medici sentinella formata da medici di Medicina Generale (MMG) e da Pediatri di Libera scelta (PLS), reclutati dalle Regioni, che segnalano i casi di sindrome simil influenzale (ILI) osservati tra i loro assistiti. La raccolta e l’elaborazione delle segnalazioni di malattia è effettuata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che poi pubblica sul sito del ministero della Salute un rapporto settimanale.

(sistema di sorveglianza InfluNet, 2022-47)

Aggiornamento del 2 dicembre 2022 – Settimana 2022-47 (dal 21 al 27 novembre 2022)

(sistema di sorveglianza InfluNet, 2022-47)

Cresce sensibilmente il numero di casi di sindromi simil-influenzali (ILI) in Italia. Nella 47° settimana del 2022, infatti, l’incidenza è pari a 12,9 casi per mille assistiti (9,5 nella settimana precedente). 
Aumenta l’incidenza in tutte le fasce di età, ma risultano maggiormente colpite le fasce di età pediatrica in particolare i bambini al di sotto dei cinque anni di età in cui l’incidenza è pari a 40,8 casi per mille assistiti (29,6 nella settimana precedente). 
Si intensifica la circolazione dei virus influenzali, anche se a far crescere il numero delle sindromi simil-influenzali, in queste prime settimane di sorveglianza, hanno concorso anche altri virus respiratori.
In tre Regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria) l’incidenza ha superato la soglia del livello di entità molto alta.
Tre Regioni (Campania, Calabria, Sardegna) non hanno attivato la sorveglianza InfluNet.
Tutto quanto sopra esposto ha un impatto sulla salute dei singoli con rischi maggiori per i pazienti che presentano altre patologie, come gli anziani che rischiano eventuali passaggi nei reparti di area critica come le teraie sub intensive e intensive , ma la cosa che complica ulteriormente l’assistenza sanitaria è rappresentata dall’aumento considerevole degli accessi in P.S. che sappiamo essere il punto critico in tutte le realtà assistenziali italiane.

In conclusione possiamo affermare che i vaccini hanno cambiato la storia della medicina e si sono affermati come strumento fondamentale per la riduzione della mortalità e della morbosità, modificando profondamente l’epidemiologia delle malattie infettive.

Grazie al loro impiego estensivo è stato possibile eradicare il vaiolo (uno dei flagelli che per secoli ha decimato la popolazione mondiale) e ridurre del 99% l’incidenza della Poliomielite. Altre malattie come il morbillo, la rosolia, la parotite, la varicella, la difterite, l’epatite virale B sono in via di eliminazione o controllo in tutti i Paesi che attuano programmi di vaccinazione estensiva.
Pertanto, l’obiettivo a breve termine della vaccinazione è quello del controllo della malattia, mentre l’obiettivo a lungo termine può essere l’eliminazione o la riduzione del rischio di contrarla.
Ulteriore dato ampiamente documentato è rappresentato dal fatto che le vaccinazioni consentono la riduzione sia dei costi diretti (spesa farmaceutica, visite mediche, ricoveri ospedalieri..) che di quelli indiretti (giornate lavorative perse, assenze da scuola, ..) dovuti alla malattia stessa.
Compito dello Stato è quello di perseguire la salute dei cittadini, attraverso degli obiettivi prioritari, che in questo campo, trovano attuazione nel Piano Nazionale Vaccini (PNV) del Ministero della Salute, documento cha viene predisposto ogni tre anni.
Compito di noi Cittadini è quello di non sprecare le opportunità che la scienza ci offre, basandoci su considerazioni Evidence Based, al fine di perseguire il raggiungimento di uno stato di salute che è sicuramente individuale, ma che può essere raggiunto solo attraverso il perseguimento della Salute collettiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cresta Help Chat
Invia tramite WhatsApp